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L'area tematica dei corsi organizzati presso L'Atelier Il Bagatto affronta i diversi aspetti che a nostro avviso servono per formare un operatore nel settore moda. L'obiettivo è di formare un operatore la cui conoscenza permetta flessibilità nelle diverse aree di lavoro. Per raggiungere tale obiettivo riteniamo che almeno nella fase formativa la conoscenza debba essere la più ampia ed approfondita possibile. La figura di riferimento è il sarto-artigiano, non semplicemente nella sua accezione, storica, ma nella sua evoluzione obbligata dai rapidi mutamenti che la realtà moderna impone.

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La figura del sarto-artigiano si dice finita e/o quantomeno condannata all'estinzione in quanto obsoleta. Tale idea è stata indotta nell'industrializzazione del settore, dall'affermarsi del prêt a porter griffato e dalla serializzazione dell'alta moda trasformata in industria del lusso. Noi riteniamo che proprio dalla sartoria bisogna iniziare per ridare qualità e qualificazione al lavoro nel settore dell'abbigliamento e per ridare un senso nuovo al concetto di alta moda non per forza legato alla ostentazione del lusso.
È un investimento anche e soprattutto culturale. L'industrializzazione del settore ha portato ad indubbi risultati positivi sia in campo tecnico che in campo creativo, ma ha comunque umiliato ed appiattito il mestiere. La divisione del lavoro nelle sue diverse parti (ricerca, progetto, modello, taglio, confezione, ecc.) assegnati a comparti diversi ed estranei tra loro se è stata, senza dubbio, utile dal punto di vista organizzativo e per i risultati economici raggiunti, ha trascinato, come elemento di ritorno, la mancanza di figure professionali che sappiano essere di vera sintesi e riordino di questo mestiere. Risultato, un prodotto di qualità sempre più spesso discutibile al quale si debbono aggiungere altri "valori" totalmente estranei per dare ad esso appetibilità.

Non critichiamo qui il lavoro di marketing e comunicazione che è necessario, ma riteniamo che in un mercato sempre più complesso e a fronte di una certa crescita ed evoluzione culturale (sempre più auspicata anche e soprattutto con l'ingresso in Europa) che pur è data tra i fruitori del prodotto, occorra porre attenzione alla qualità "vera". Prodotti di basso livello a bassi costi invadono ed invaderanno sempre di più il mercato e sempre di più saranno copia dei cosiddetti prodotti alti. Nella nostra realtà, per gli stessi costi che non possono essere abbattuti più di tanto, puntare sia sulla qualità che su una ricerca ed una progettazione di alto profilo si può supporre che sia l'unica strada possibile. Con riferimento alla stessa globalizzazione, riteniamo che si possa individuare la presenza di una fetta di mercato che, a fronte della massificazione stessa del prodotto, all'appiattimento ed all'uniformarsi del gusto, ricerca invece un prodotto sempre più personalizzato e/o rispondente ad esigenze specifiche. Riteniamo che in questo percorso la figura artigianale di mestiere possa e debba ritrovare una sua nuova e più ricca funzione.

Pensiamo sia segno di uno stravolgimento l'idea diffusa che il prodotto in serie abbia, anche se firmato, più valore del prodotto artigianale. Se ciò è comunque l'idea presente in molti nel nostro paese una responsabilità è anche nell'artigianato che ha dato di se un'immagine antiquata, polverosa e subalterna a certa produzione industriale. Per questo è necessario che anche l'artigiano non sia semplicemente al traino dell'ideazione e progettazione industriale,né sia la riproposizione un po' demodé della fedeltà cieca al vecchio mestiere. Deve a nostro avviso fare anch'esso un salto di qualità dando dinamicità e modernità al mestiere che non è ottusa riproposta di vecchie tecniche ma deve diventare (le nuove tecnologie sono strumento utilissimo) laboratorio di nuova ricerca, progettazione e sperimentazione.
Questa è la potenzialità, a nostro avviso, della bottega artigiana oggi, ma per poter coniugare tradizione e modernità occorre conoscenza tecnica e cultura. Solo in questo modo può instaurarsi un rapporto nuovo, ricco e creativo tra la bottega artigiana e l'industria. Una bottega che non sia laboratorio conto terzi per permettere alla piccola e media industria di scaricare costi e realizzare solo guadagni, ma centro di progettazione e strumento di stimolo, punto alto di creatività e mestiere.


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